1 dicembre 2017

Un pensiero felice? Sticazzi!


Lei: cosa vuoi da me?
Io: essere un pensiero felice nella tua vita.


Dicono che non dovremmo entrare nella vita di qualcuno se non riusciamo ad essere un dono, e io rispondo: sticazzi!

Perché non puoi sapere cosa puoi essere per qualcuno se non gli permetti di avvicinarsi abbastanza da poterti toccare l'anima, anche e soprattutto dove fa più male.

Perché tra il dare e l'avere c'è di mezzo l'amare: tutto il resto è ragioneria applicata all'esistenza.

Perché ogni incontro è un miracolo, al netto dell'ossessione del per sempre e del vissero felici e contenti.

Perché ci vuole coraggio ad ammettere di non bastare a se stessi, anche e soprattutto quando porti al rimorchio un ego più grande di una casa. Che almeno avesse le finestre, aggiungo: almeno andrebbe via la puzza di tanti sogni andati a male.

Perché voler essere un pensiero felice nella vita di qualcuno è pura presunzione, ma questa non te la spiego: sono un uomo è ho il diritto naturale ad essere uno stronzo, ad andare via quando vorresti che rimanessi, e anche di rimanere in silenzio quando credo che le parole potrebbero solo farci ancora più male.

Massimiliano Cerreto

  
 Samuele Bersani - Le mie parole
(Testo di Pacifico)

29 novembre 2017

Non sono stronzo, la mia è solo legittima difesa!


Massimiliano, tu sei intelligente,
potresti mangiarti il mondo.
Perché non gli dai almeno un morso?
(Mia madre)


Che cosa ti piace di me?, pronunciò quelle parole fingendosi distratta da alcuni oggetti riposti disordinatamente in un angolo della stanza. Quelli sono i pass dei concerti; te l'ho raccontato di quando ero un giornalista, vero?, egocentrico ed autoreferenziale come solo un maschio sa essere, provò ad aggirare la domanda della donna, ma senza successo.
Strano, dalle cose che mi hai scritto su whatsapp in questi mesi, pensavo potessi trovare una risposta migliore. Forse mi sono sbagliata su di te, avrebbe voluto essere lui a penetrarla, con tutta la forza dei suoi 30 anni, e invece fu trafitto dallo sguardo di quella donna che nemmeno sapeva come ci fosse finita nella sua vita.


- Ti piace l'inizio?
- Posso essere sincera?
- Devi proprio?
- Scemo!
- Dimmelo ancora!
- E a te piace essere trattato male?
- No, solo da te. Con le altre sono permaloso.
- Le altre chi?
- Dicevo in generale...
- In generale un paio di palle! Le altre chi?
- Ma dai, vuoi farmi una scenata di gelosia?
- Preferirei darti un calcio, vuoi?
- Preferirei un pompino, puoi?
- Quello dopo, se fai il bravo. E adesso a cuccia, su; la smetti con quelle mani? Così mi distrai, e poi se tu ad avermi chiesto di leggere il racconto...
- Tanto l'ho capito che non ti è piaciuto.
- Massi, l'idea, il modo in cui l'hai scritto, non lo so, secondo me c'è qualcosa che non funziona: mi sembra di leggere Fabio Volo...
- Evvai, allora sarà un bestseller! Ah, dimenticavo, grazie per avermi chiamato Massi...
- Scemo! No, basta, non te lo dico più che poi...
- Neppure Massi mi chiamerai ancora?
- La polizia chiamo se non la finisci con quelle dannate mani, ma quante ne hai? E non farmi quel sorrisino ebete adesso.
- Ok, sono serio, dimmelo tu cosa non funziona. Sì, puoi essere sincera, non avere paura di ferire il mio orgoglio di scrittore.
- Scrittore? Ah, già, dimenticavo di essere al cospetto del più grande scrittore postumo ancora vivente.
- Per servirla, mia regina...
- Sono io che sono seria adesso: quando ti deciderai a scriverlo davvero un libro?
- Ci sto lavorando...
- È da quando ci siamo conosciuti che me lo ripeti, cazzo!
- Stai dicendo che sono un fallito? Oppure che sono come tutti gli altri che raccontano balle alle donne per portarsele a letto? Almeno sono stato sincero sin dall'inizio con te.
- Ecco, non ti si può dire nulla che subito t'incazzi, tipico di te. La verità è che mi dispiace il modo in cui stai sprecando il tuo talento.
- È più complicato di così...
- Ah, già, come è che dici sempre? Vediamo se le ricordo tutte: l'editoria a pagamento, le pseudo scuole di scrittura, gli editor che correggono i testi a cazzo di cane, il mercato che costringe ad essere personaggi prima ancora che autori, la cronica mancanza di lettori, la bufala del selfpublishing, le finte recensioni su amazon...
- Visto? Lo sai anche tu perché è complicato, non devo ripeterlo ancora...
- L'unica cosa davvero complicata è la tua testa, ecco qual è il problema...
- Sono davvero io quello sbagliato?
- Non ho detto neppure questo: è il tuo modo di reagire alle cose che è sbagliato, non tu! Il mondo è una merda, lo sappiamo, a te la scelta se galleggiare o affondare; sono stata chiara adesso?
- Appunto, la merda galleggia mentre le cose che hanno un valore vanno giù.
- E vuoi trascinarmi sul fondo insieme a te?
- Libera di lasciarmi quando vuoi, guarda che non ti trattengo mica.
- Non dire così, e poi non potresti vivere senza di me, scemo!
- Posso pur sempre sopravvivere. Ah, scusa se te lo dico, ma questa volta è il tuo 'scemo' a non aver funzionato.
- Sapevo che ti saresti arrabbiato, hai anche smesso di toccarmi.
- Non era quello che mi avevi chiesto?
- E tu fai sempre tutto quello che ti chiede di fare una donna?
- Dipende...
- Da cosa?
- Se ne sono innamorato o meno...
- E tu lo sei di me?
- Un pochino, ma non montarti troppo la testa.
- Stronzo!
- Non sono stronzo, la mia è solo legittima difesa...
- Ma guardati, vuoi fare il duro con me?
- Con te potrei anche arrendermi, e se...
- Bravo! Hai capito chi comanda, e niente 'se'...
- No, dicevo, se proprio insisti, potrei anche tornare a...
- Adesso sono io a non averne più voglia.
- E lo stronzo sarei io?
- Sì, tu sei uomo e quindi sei stronzo di default. Io sono una donna e posso questo e altro: non ti ha detto nulla tua madre?
- Però così non vale, mi hai fatto ridere.
- Posso fare di meglio.
- Dimostramelo...
- Sogna!

Massimiliano Cerreto


Backstage: un gioco di scrittura in cui finzione e realtà si confondono in modi che neppure io saprei spiegare. Casomai te lo stessi chiedendo, non odio Fabio Volo...





Ezio Bosso - Clouds, The mind on the (Re)Wind

17 novembre 2017

Cortometraggio

Aveva ucciso, e ogni giorno si affacciava alla finestra per scrutare il sospetto negli occhi della gente. I capelli a ricordarne la bellezza di un tempo e le mani inquiete accanto alle mie. Non è come credi, disse. C'era la nebbia quella mattina, troppo presto persino per il rumore delle auto: nulla oltre il vetro di quel bar di periferia. Andò via, lasciando dietro di sé soltanto le orme di una certezza.  

Massimiliano Cerreto

Backstage: hai mai pensato a cosa accadrebbe se diventassimo consapevoli non solo delle conseguenze delle nostre azioni, ma anche di ciò che le ha condizionate? È il concetto stesso di responsabilità, così tanto caro ai giuristi ed ai moralisti, ad essere in discussione. In altre parole, in assenza di una tale coscienza di sé, ovvero nello stato in cui vive la maggior parte delle persone (me compreso), hanno davvero senso i termini 'innocente' e 'colpevole'?

Non sono in grado di rispondere a queste domande, sia chiaro. E forse nessuno lo è. Ma oggi, rileggendo questo testo, originariamente pubblicato anni fa su facebook e poi incluso nella raccolta di Titoli provvisori per un romanzo postumo, ho capito quanto sia stato influenzato da una composizione di Maria Pia De Vito.

Era il 2003 quando trovai  nella cassetta della posta una copia di Tumulti, straordinario lavoro di sperimentazione. Ometto la parte in cui ti racconto del mio essere stato un giornalista (principalmente) musicale, delle recensioni che scrissi per i giornali con cui collaboravo all'epoca, dell'intervista a Patrice Heral e arrivo a Michele (short movie), il brano cui ho accennato prima e di cui non ho trovato 'traccia' su youtube: la sua unicità è data dall'essere un vero e proprio cortometraggio ove le immagini sono unicamente quelle che si vengono a formare nella mente dell'ascoltatore. Ed è esattamente questo il modo in cui concepisco la scrittura. 

Avrò anche impiegato anni a capirlo, ma adesso lo so: è stata tutta colpa di Michele! Ecco, giusto per rimanere in tema di responsabilità.

P.S. Ho scelto Voccuccia de no pierzeco, tratta dall'album Triboh, perché mi ricorda della prima volta che ho ascoltato la sua meravigliosa voce...

 Listen to the rain, by Michelle Ellis

Maria Pia De Vito & Rita Marcotulli - Voccuccia de no pierzeco
 

15 novembre 2017

Sveglio altrove


Un sogno è una porta nascosta nel santuario più profondo e più intimo dell'anima.
(Carl Gustav Jung)


Ricordava cosa aveva fatto quella notte mentre l'altro da Sé, la persona cui aveva sempre dato il nome di Io, dormiva ancora. Era stato sull'isola dei saggi, e aveva atteso a lungo prima di poter entrare nel giardino del patriarca. A condurlo sin lì, una donna vestita di viola; tutto intorno fiori rossi e blu.

La valigia, devo preparare la valigia!, esclamò prima di lasciare quel luogo: parole impresse ancora nella mente al momento del risveglio. Adesso sapeva di essere di ritorno da un lungo viaggio all'incontrario, lì dove suo padre e sua madre non avrebbero potuto accompagnarlo. E si ritrovò finalmente adulto quando, recuperate parti della sua infanzia, vissuta tra pezzi di stoffa bianca e frammenti di luce, comprese che tutto era come doveva essere, come è sempre stato.

Massimiliano Cerreto

Backstage: ti confesso che vorrei raccontarti proprio tutto su questo testo, originariamente scritto più di quattro anni fa ed ispirato ad un sogno realmente accaduto. E anche delle ragioni che mi hanno spinto a riscriverlo in questi giorni. Ma perché farlo? Al di là del desiderio di celebrare il mio ego, intendo. Invece, che le mie parole vibrino in te o restino mute, ti auguro di diventare genitore di te stesso e di trovare un senso a tutto quanto ti è successo; chiunque tu sia, anche se non c'è alcun senso.


Ta­mara de Lem­picka, Slee­ping wo­man, 1935
 
Vasco Rossi, Un senso

22 ottobre 2017

Dico che...


... ognuno ha la propria storia da scrivere, meglio non copiare dal compagno di banco. 

... il senso di responsabilità finisce quando incontra l'idiozia altrui.

... le scelte razionali sono una chimera.

... i pochi ammessi all'esame di coscienza sono comunque impreparati.

... il mondo non sarebbe un posto migliore se le persone dicessero sempre la verità.

... pericoloso chi agisce in cattiva fede, ancora di più chi è convinto di fare cosa buona e giusta.

... qualsiasi forma di autorità non è legittima.

... il problema sei tu, e tutte quelle faccine cui attribuisci il nome di "altri".
 


Massimiliano Cerreto


21 agosto 2017

Amnesia

Ricordi?, l'uomo allo specchio prese una lunga pausa, di quelle che in teatro fanno pensare ad un vuoto di memoria e che nella vita ti convincono di essere un cretino.
Eppure una pausa è tutto quanto hai bisogno per elaborare il lutto dell'anima: lei sì ricorda ancora chi sei, a differenza di te, ormai senza più memoria di chi saresti potuto essere.
Ecco, se solo ricordassi di esserti perso proveresti a cercarti, aggiunse l'uomo.

Massimiliano Cerreto

Backstage: il significato che darai alle mie parole è soltanto tuo, è sempre stato così.


Francesca Woodman
 
Genesis - Looking for someone

"Trying to find a memory in a dark room
Dirty man, you're looking like a Buddha, I know you well"

11 agosto 2017

Stelle cadenti


Mi vuoi?, gli chiese fingendo di non saperlo. Forse per crudeltà, forse per sentire la voglia di lui crescere sino a fargli implorare di mettere fine a quella tortura.
Mi vuoi?, ripeté con un tono che assomigliava più ad una minaccia che ad una promessa d'amore. Ma non poteva ricevere una risposta da quell'uomo, ora rannicchiato dentro la propria l'anima. Una guerra silenziosa era in corso, e nessuno dei due avrebbe voluto vincerla, ma solo arrendersi.

Avrei potuto raccontarvi che in quella stanza c'erano un uomo ed una donna, ma vi avrei mentito. L'una di fronte all'altra erano due solitudini pronte a svanire in fretta, senza lasciare traccia, proprio come un temporale d'agosto: qualcosa che non fa in tempo a dissetare, che finisce con il lasciarti più caldo addosso di quanto ne avessi prima.

Meno di due ore fa, lui camminava nervosamente sotto il suo palazzo, pregando che almeno una volta nella vita un sogno, uno soltanto, potesse diventare realtà.
Meno di un'ora fa, lei lo prendeva per mano, forse spinta dalla tenerezza che provava per quel tipo così diverso da tutti quelli che avevano avuto l'illusione di poterla possedere. I loro pensieri sapevano di dolce e di amaro in quel momento.
Meno di un quarto d'ora fa, l'aveva riaccompagnata a casa per ritrovarsi d'improvviso a carezzarle i capelli. Lei intenta a fumare, fingendosi distratta, lui poi a poggiare le labbra sul suo collo: baci piccoli rapidi delicati, e poi sempre più lenti, messaggeri della sua voglia di abbandonarsi.

Non ho mai voluto nessuna quanto te, ma... rispose, e poi s'interruppe. Il ricordo di tutte le altre che non erano lei prese il sopravvento finendo con il lasciarlo senza fiato. Gli occhi bassi, quasi a cercare un modo per confondersi con le macchie del pavimento. Era in apnea, con tutti quei pensieri che gli galleggiavano in superficie.

E allora lei lo prese ancora una volta per mano: diventarono giorno senza accorgersene.

Massimiliano Cerreto

Backstage: Quella di San Lorenzo è la notte dei desideri, io l'ho raccontata così.

 Claudio Baglioni - Notte di note

"per tutti gli uomini che passano sui fogli del mondo come scarabocchi"

7 agosto 2017

L'altra faccia del sogno


L'altra faccia del sogno è il dolore che provi quando atterri, anche se prima di saltare speravi che non avrebbe fatto male. Non un'altra volta. Non questa volta.

L'altra faccia del sogno è acqua sporca tra le mani quando la bolla scoppia, e poco importa che sia stato proprio tu a soffiarci dentro il riflesso di una vita appena immaginata e mai vissuta.

L'altra faccia del sogno è una menzogna di cui non sei colpevole, anche quando tutti credono il contrario.

(...)

Non sono nato ad immagine e somiglianza dei tuoi desideri, ma perché potessi dipingere il mondo con i miei.

Non sono nato per strisciare in trincee di merda e rancore, ma per uscirne fuori e combattere il male che ho dentro.

Non sono nato, mai per davvero, eppure ciò che ti rimarrà sarà solo il fantasma di me.

(...)

E adesso questo urlo in una stanza vuota.

E adesso il silenzio, feroce come una lama.

E adesso io, che ritorno da me.


Massimiliano Cerreto

Backstage: sono solo parole, altre inutili parole...


Fiorella Mannoia - Le tue parole fanno male

"(...) possono far male, possono ferire, 
farmi ragionare sì,
ma non capire, 

non capire!"

1 agosto 2017

11 km

 
La vita non ha un senso: è desiderio. Il desiderio è il tema della vita. 
(Charlie Chaplin, Luci della ribalta, 1952)



Km I

Si sentiva addosso puzza di urina e sudore. Aveva aspettato quel momento una vita intera ed ecco cosa gli rimaneva. Ma non avrebbe voluto essere in un altro posto al mondo, e quel pensiero di lei che gli rimbalzava nella testa da così tanto non gli faceva più male.
 
Km II
 
- Vieni con me... 
- Dove? E non tirarmi così forte; scusi...
- Con chi parli?
- Dicevo al tipo che ho urtato...
- Fottitene; ecco siamo arrivati. Entra, presto...
- Conosci qualcuno in questo palazzo?
- Nessuno, non m'importa di nessuno: qui siamo solo io e te...
- Ma cosa fai...
- Nulla di cui dovrai pentirti...
- Smettila!
- Eppure ti piace quando...
- Non farlo...
- Lasciati andare...
- Sei pazzo, ma...
- Shhh, non parlare, non più...

- Non l'avevamo mai fatto prima...
- Cosa?
- Baciarci nascosti in un portone.
- Sei pazzo, ma ti amo.
- Idem.
- Non si dice idem, porta sfiga; dai, usciamo da qui.
 
 
Km III

Piccina89: Ciao!
Malinconico74: Ciao
Piccina89: mi chiamo Giada
Malinconico74: ti dispiace se non ti dico il mio nome?
Piccina89: hai paura che tua moglie ti scopra?
Malinconico74: non sono sposato
Piccina89: anche quello di prima ha detto così. Dite tutti così
Malinconico74: Cosa nei sai di me? Dai, lasciamo perdere
Piccina89: ma non t'interesso neppure un po'?
Malinconico74: Non fare così...
Piccina89: sei timido?
Malinconico74: Molto! :)
Piccina89: ma dovresti aprirti un po' di più. Siamo in pvt*, solo io e te in questa chat, di cosa hai paura?
Malinconico74: sono qui più per ascoltare un po' tutti, non sono bravo a stare in pvt
Piccina89: ti piace il sesso?
Malinconico74: come a tutti, cosa c'entra questo?
Piccina89: lo sai che l'ho fatto con uno conosciuto proprio qui? È stato bellissimo
Malinconico74: beata te :D
Piccina89: vuoi provare? Se ti dicessi che sono nuda in questo momento?
Malinconico74: potresti essere chiunque, dai
Piccina89: non mi credi? Sono una ragazza bella, intelligente e adesso sono nuda e con il pancino all'ingiù
Malinconico74: scusami, ma non ho bisogno dell'ennesima paranoia
Piccina89: peccato
Malinconico74: mi spiace
Piccina89: ciao
Malinconico74: ciao
Km IV

- Mi vuoi! Dillo che mi vuoi, brutto stronzo!
- Sì, ti voglio, ti ho sempre voluto, e allora? Cambierebbe qualcosa? Mi hai sempre fatto sentire uno schifo...
- Baciami!
Km V

- Dobbiamo deciderci però!
- A fare cosa?
- Sei tu che seduci me o io che seduco te?
- Ma io non ti sto seducendo!
- Facciamo così: un po' io, un po' tu, tutti e due, nessuno dei due.
- Ok.
 
 Km VI

- Papà, da grande voglio fare l'ingegnere!
- Lo sai che gli ingegneri studiano molta matematica?
- Non mi piace la matematica!
- Sei intelligente, devi solo impegnarti di più. Adesso posa le costruzioni che andiamo a tavola, mamma ci sta chiamando.
Km VII

... un perdente io? Sono un eroe io, cazzo! Ma questo non lo avete mai capito e non lo capirete mai. Tutti buoni a giudicare, ma avrei voluto vedere voi al mio posto, a combattere ogni giorno con tutte queste ombre...
 
 
Km VIII

- Non innamorarti di me!
- Perché?
- Gli altri si innamorano, io ti amo.
Km IX

Come in discesa dopo una salita che ti fa scoppiare il cuore: non ho paura di cadere, ma solo che finisca il vento.
Km X

- Dicono che ci sono infiniti mondi paralleli, ma questo è il più bello...
- Perchè?
- Qui almeno non devo cercarti...
- Guarda che non ci casco...
- Per una volta che volevo essere romantico, ecco! 
- La tua è solo pigrizia, neppure la voglia di cercarmi hai...
- Va bene, ogni tanto devo pure dirla qualche scemenza, sono il tuo ragazzo; lo sai che gli innamorati se le dicono le scemenze...
- Innamorato ci sarai tu! Per me sei solo sesso, e adesso portami il caffè ché di alzarmi non ho voglia...
- Zi padrona! E quello pigro sarei io...

Km XI

È stato tutto un sogno, ma al risveglio ci saremo tutti. A ridere insieme e a calpestare le pagine di odio scritte quando eravamo ancora bambini con la paura del buio e di non essere amati.

Massimiliano Cerreto


Backstage: questa volta non c'è nulla che ti possa spiegare. Ci sono cose che sentirai ed altre che ti scivoleranno via. Non ha alcuna importanza il vissuto cui mi sono ispirato per mettere insieme queste parole e neppure il filo invisibile che le unisce: avevo solo voglia di seguire ancora una volta la traccia nascosta (ma non troppo) dei miei desideri.  Non so tu, ma tra me e la felicità ci sono solo 11 km: posso farcela!

*pvt è l'abbreviazione di privato.

 

Tiziano Ferro - Potremmo Ritornare
 
 

26 luglio 2017

Aurora (Fermo immagine)

I

Aurora ha quattro anni, e ha scoperto che alle lucertole non ricresce la coda. Non all'istante almeno, così come immaginava grazie ai racconti di suo fratello. Eppure i grandi dovrebbero sapere tutto, e a sette anni uno che va in bicicletta senza le rotelline è grande.

II

Aurora ha undici anni, e non deve più indossare il grembiule, ma l'astuccio con le matite è ancora sul banco ché di separarsi dai sogni dell'infanzia non ha voglia, non ancora.

III

Aurora ha 13 anni, e ha appena dato il suo primo bacio, ma non le è piaciuto. Era convinta che il mondo si sarebbe trasformato d'improvviso in una nuvola rosa e invece adesso era in compagnia dei suoi pensieri, grigi come il sapore di fumo che il suo ragazzo le aveva lasciato in bocca. Torna a casa, ma cammina piano, quasi a voler rimandare quel momento in cui la madre avrebbe scoperto tutto: il bacio, il sapore di fumo, e la delusione. La persona cui per un istante aveva dato il nome amore invece era già fuggita via sul motorino dell'amico. No, per lei non c'era posto, mai, neppure nei sogni di un adolescente.


Massimiliano Cerreto

Backstage: Aurora non esiste, non è mai esistita, non nella mia vita almeno. Sì, ne conobbi una di Aurora, anni fa, ma per motivi di lavoro, e di certo non è una persona che ricordo con particolare piacere. La mia di Aurora, invece, è una creatura fatta di parole: un'idea che improvvisamente ha attraversato la mente e che poi è svanita come tutto il resto, odio e amore compresi. Di lei è rimasto solo un fermo immagine, avulso dal resto della storia che avrei voluto scrivere e non ho fatto, e non avrei neanche potuto fare.

Comunque, se proprio t'interessa, sarebbe dovuta essere una storia di rinascita e riscatto. Pensavo ad una donna che, attraversato finalmente lo specchio, scopre che amore non fa rima con dolore. Nulla di così originale, solo un tentativo di astrarmi dall'idea di me stesso.

Il problema è che avevo ho bisogno di qualcosa di vero, non di altre inutili parole, non le mie e neppure quelle altrui. Ma non l'ho mai trovato, né dentro né fuori da me. Non tre metri sopra il modem e neppure tra le pieghe della gente che ho incontrato nel mondo reale. O forse è vero tutto ciò che percepiamo come tale, nel momento stesso in cui si mostra dinanzi ai nostri occhi. È che incomincio a trovare questa assoluta mancanza di senso tristemente ridicola.

 
Man Ray


Levante, Non me ne frega niente



17 luglio 2017

E questa non è una lettera d'amore...


Cazzo, mi sono innamorato di te! E adesso che faccio?

Aspetta, non è che non sia felice di esserlo, però...

(Perché deve esserci sempre un 'però' in tutte le cose? Dovremmo fare una petizione per abolirli, magari esiliarli su di un'isola deserta insieme ai 'se' ed ai 'ma'. Che ne dici?)

Però non lo so mica cosa devo fare adesso, ecco il mio 'però'.

Scriverti una lettera d'amore? Oddio, no! Che già mandarti questo messaggio in privato mi fa sentire un vigliacco. Io qui, protetto dallo schermo di un pc, a distanza di sicurezza dalla vita, e tu a perderti nelle mie parole.

E comunque non mi piacciono le lettere d'amore. Hai notato che assomigliano un po' a degli spot? Le si potrebbe riassumere tutte così: "hey, sono qui, non mi vedi? Dai, prendimi, portami nella tua vita e ti renderò felice. E sono anche gratis, cosa aspetti?"

Mi vengono i brividi all'idea di scriverti cose del tipo: sei bella, ti desidero, non riesco ad immaginare una vita senza di te. Un po' come si fa nelle lettere d'amore, quelle vere. Non che non lo pensi, almeno in questo momento. Perché lo sai, è sempre tutto vero, ma per finta. O almeno sino a quando credi che lo sia.

È che vorrei tu fossi il mio altro ed oltre, la ragione per cui smettere di cercarmi; questo sì voglio raccontarti.

È che vorrei che fossi con me la prossima volta che scenderai all'inferno; perché lo conosco bene, ma la via d'uscita non sono mai riuscito a trovarla da solo.

È che in te vedo quella vita che mi è sempre sfuggita, tra un sogno e l'altro.

No, questa non è una lettera d'amore, e non starò qui a chiederti il permesso. Di cosa poi? Di essere innamorato a prescindere da tutto, persino da te? E comunque fa più male una storia che finisce di una che non è mai iniziata: non m'importa se non mi vorrai.

E se questa fosse una lettera d'amore, una vera, non scriverei mai che lasciarti libera, semplicemente libera di essere, è l'unico regalo che posso farti.

Perché è meraviglioso osservarti senza essere visto, ascoltarti senza interrompere il flusso dei tuoi pensieri con le mie stupide parole, sapere che le tue scelte sono state sempre e soltanto tue, ma...

(Ma un paio di palle: non è meraviglioso, neppure un po'. Perché ti voglio, adesso, qui. Fanculo alle parole tra noi.)
 
Un bacio, e di' al tatuaggio sul collo che lo invidio da morire.

Massimiliano

Backstage: scrivere d'amore senza essere (almeno) innamorati è come prendere della segatura, metterla nella vasca da bagno e illudersi di costruire un castello di sabbia in riva al mare. Potrei assolvermi affermando che ogni rappresentazione della realtà è pur sempre qualcosa di diverso da essa, che si tratti di una canzone, un film o anche una poesia. Sarebbe però una bugia, che è cosa ben peggiore della finzione. E, non avendo più facebook da alcuni anni, messaggi in privato non ne mando più.

Eppure, è stato attraverso questa finzione che sono riuscito a rivivere le emozioni di quando innamorato lo ero per davvero, e anche a ripercorrere la traccia nascosta e dannatamente contorta dei miei desideri. Dovevo farlo, per me, per trovare il coraggio di attraversare lo specchio ancora una volta. Già, ma come rappresentarlo evitando che ogni parola finisse con il suonare costruita, artificiale? Che è anche la paura che mi ha allontanato dalla scrittura per circa sei mesi.

Poi, d'improvviso, il ricordo di lei, di cui non sono mai stato innamorato, e che neppure ho mai incontrato, ma che ho sempre riconnesso all'idea dell'amore reale: quello in cui bene e male perdono ogni significato; quello che semplicemente è, anche a dispetto di quanto ci hanno convinto debba essere, ad immagine e somiglianza di un mondo che sta finalmente crollando.

Ed stato bello ritrovarla ancora lì, in quell'angolo dell'anima in cui l'avevo fatta entrare quattordici anni fa, la prima volta che la vidi. Lei giovanissima, io ancora aspirante giornalista. Il tempo ci ha cambiato, ma sento che ci accomuna ancora il desiderio di spingerci sino all'estremo limite del vero, anche a costo di farci male. Dedicarle queste parole è stato un modo per ringraziarla di non essere mai andata via.

Massimiliano Cerreto

P.S. Questa non è una lettera d'amore, che ha bisogno di realtà per poter vivere, non di parole. Forse è solo un castello di sabbia.


Francesca Woodman


Fabi Silvestri Gazzè, L'amore non esiste

"Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l'illusione di competere col tempo"